Just another WordPress.com site

Una storia… di piombo

La storia di Mara

ed. Lavieri

genere: fumetto

La storia di Mara

clicca per vedere la scheda

I difficili anni ’70 visti con gli occhi di Mara Nanni, ex militante delle BR, che ci racconta la triste storia dei suoi tempi.

Davvero un’opera d’arte, questa di Cossi, che riesce a raccontare per immagini una storia terribile, tragica ma anche ironica.

Cossi veicola con tavole all’italiana emozioni all’italiana. E così abbiamo immagini a contorno nettio, in stile “manga”, che raccontano bene l’ingenuità della protagonista, accanto a tavole in acquerello che mostrano la paura e la sofferenza che negli anni di piombo toccarono punte estreme.

Un bel lavoro. Lo consiglio per coloro che come me vogliono capire il passato per costruire il futuro.

Stasera ho voglia di fare un giro in bici. Mi incappotto per bene: sciarpa, cappello e guanti… ho dimenticato qualcosa? No, la testa ce l’ho sulle spalle, per fortuna.

Guardo Gina, la mia biciclettina: è nuova, poverina, non sa ancora molto della mia città. Devo insegnarle com’è. Stasera gliene mostro un pezzo.

Vicenza al crepuscolo è qualcosa di raro e magico. Ti prende, ti cattura nella sua rete di luci… Sì, lo so che non ci sono tante luci qui dove abito io, però è lo stesso: c’è una strana atmosfera di magia nell’aria. Sarà che è un anno speciale; sarà aria di primavera; sarà che io sono cambiato e forse sono un pelino più grande di ieri… ma poco importa. Ciò che vale, adesso, è la sensazione di libertà. Quella che Gina mi dà.

Io e Gina siamo liberi. Ci capiamo al primo sguardo. Lei mi dice “ciao Enricuzzo!”, e io le rispondo: “Ciao Ginuzza!”.

“Dove mi porti stasera?”

“Stasera, mia cara, ti farò scoprire una pista ciclabile!”

“Una pista cic… che?”

“Una pista ciclabile! E’ come una strada fatta apposta per te.”

“Una strada fatta per me?”

“E sì… tutta tua.”

“Mia mia mia?”

“Be’, insomma, tua e delle altre biciclette.”

“Ah… ecco.”

Gina sorride, è contenta. Bene. Le salgo in groppa e partiamo! E per oggi basta un giretto, poca roba. Domani vedremo… chissà! Perché con Gina è così, non si può programmare niente. E la notte arriva ed è già ora di rientrare.

“Ciao Gina, alla prossima!”

“Alla prossima pista ciclabile?”

“Alla prossima pista ciclabile.”

 

Enrico

Incontro-Villaggio

SCRIVO UN LIBRO A ME

img credits: battellemedia.com

C’incontreremo al Villaggio di Andrea SABATO 16 GIUGNO 2012 alle 15.00 a Creazzo, in via Valscura n°45, da Angelo e Fabiola Lorenzato (0444-521572).

A volte sei visitato da pensieri improvvisi che ti illuminano, ti parlano, ti toccano…. Intrattienili come pellegrini che vengono a visitarti, sosta senza fretta, puoi scriverli perché il loro ricordo duri. Con semplicità, quasi giocando, costruisci il mucchio di carte dove annoti pensieri, eventi, esperienze e progetti…

Potresti curare “Un libro per amico e l’autore sono io”. Non importa arrivare alla fine, ma vivere durante il viaggio della scrittura. Quando scrivi sei tutto intero sulla punta della penna che tocca la carta, è un bel modo per abitare le parole e meditarle. Scrivi per dare ordine ai pensieri improvvisi o lungamente meditati. Essi possono diventare parole-guida, parole-rifugio che ti fanno compagnia.

Puoi tenere aperto il cantiere delle tue scritture. Scrivere i pensieri aiuta a pensarli meglio e a imprimerli nella memoria. Le parole scritte sono come semi deposti uno a uno nelle profondità della terra, alcuni possono andare perduti ma per lo più crescono, fioriscono, fruttificano.

Abituati a trasformare pensieri importanti in scritture spontanee, così tieni accesa la “cinepresa mentale” e ti abitui a selezionare tra i fiumi di tante parole quelle che sono preziose e degne di essere consegnate alla memoria lunga.

Puoi raccogliere nel quaderno delle parole preziose: intuizioni, messaggi, riflessioni.

Osserva bene i tuoi pensieri, diventeranno le tue parole.

Osserva bene le tue parole, diventeranno le tue azioni.

Osserva bene le tue azioni, diventeranno il tuo destino.

Simon Goldstein continua la ricerca sull’uso della mente: “Il timoniere decide la rotta!”.

Barbara Volpato commenta “Mi racconto: autobiografia come cura di me”.

Paolo Arcaro commenta il libro di Gaetano Carlotto: “Il viaggio e la meta”.

Infine, un augurio: contempla ciò che fai, fa’ che l’esperienza sia utile a te e agli altri!

Gli amici del Villaggio

www.scuoladelvillaggio.it

Incontro-Villaggio

IL LAVORO: TEMPO DI VITA

C’incontreremo al Villaggio di Andrea SABATO 12 MAGGIO 2012 alle 15.00 a Creazzo, in via Valscura n°45, da Angelo e Fabiola Lorenzato (0444-521572).

Supponi che uno di punto in bianco venga licenziato: può dar colpa al datore di lavoro, può dar colpa a sé ma può anche accogliere l’evento come una opportunità. Anziché aggredire o subire può raccogliere le energie per una risposta positiva,
pro-attiva, creativa…

“Prenditi cura del lavoro per ridare senso e dignità al tuo fare quotidiano”. Porta lo sguardo consapevole sul lavoro: in casa, nelle responsabilità sociali, in azienda, nel volontariato…

Ricorda la storia dei tre “spacca-pietra”:

1. Io lavoro costretto dalla dura condizione umana.

2. Io lavoro per mantenere la mia famiglia.

3. Io lavoro per costruire una bella cattedrale.

La qualità del lavoro dipende dall’atteggiamento della mente. Se continui a dirti che il lavoro è pesante, insoddisfacente crei la realtà corrispondente. Con sapienza, scienza e arte puoi addomesticare il lavoro con un atteggiamento mentale benevolente.

Per certi l’esperienza del lavoro è lasciata in periferia come triste necessità; invece conviene portarla al centro e arricchirla di umanità con proposte vere, buone e belle. Puoi apprendere l’arte di addomesticare il lavoro praticando i principi della comunicazione sana; puoi portare in azienda lo stile villaggio con attività periferiche che allargano la cultura e danno soddisfazione alla vita.

Imprenditori e lavoratori possono collaborare per creare comunità con eventi che promuovono il capitale umano: esso è la risorsa più preziosa da valorizzare. C’è chi anima corsi di lingua, di informatica, circoli di meditazione rilassante “vipassana”, orto comunitario, gruppi di acquisto solidale, creatività, domeniche insieme…

Paola Viola, Francesco Iposi e Simon Goldstein animano lo scambio di esperienze e progetti sulla filosofia del lavoro.

Vi lasciamo con il solito augurio: scambiate saperi, scambiate servizi; scambiando imparate e coltivate relazioni significative che sono la ricchezza più importante da amministrare!

Trovate altri fogli-messaggio sul sito: www.scuoladelvillaggio.it

Gli amici del Villaggio

Incontro-Villaggio

DOV’È LA MIA TRIBÙ?

C’incontreremo al Villaggio di Andrea SABATO 14 APRILE 2012 alle 15.00 a Creazzo, in via Valscura n°45, da Angelo e Fabiola Lorenzato (0444-521572).

Tra gli ospiti che ci accompagneranno, sabato:

- Erica Vicari presenta il manifesto “relazione di aiuto”.

- Stefania Fochesato ci fa conoscere “Città della speranza”.

- Graziella Stacchio porta esperienze dal Pronto Soccorso.

- Rajinder Pranyam insegna a molleggiare, basculare e respirare in modo vigoroso, lento, rilassante.

 

Tra i gruppi che frequenti fa’ in modo di coltivare il “gruppo-per-la-vita”. Invece di girare tra vari gruppi in modo inconcludente, prova ad avere il gruppo di riferimento primario in cui ti confronti, ti risani e ti promuovi. Sii fedele al piccolo gruppo per essere amico del grande mondo. Puoi essere amico di tanti in modo generico, ma è un impegno prezioso essere amico di pochi in modo diretto, caldo e specifico.

Coltiva il gruppo degli amici specifici-speciali a cui offri fedeltà, affetto e perseveranza. Con loro confronta esperienze e progetti; con loro fa’ esperienza del cerchio dove pratichi l’accoglienza affettuosa, la presa di parola, l’ascolto amichevole e la democrazia con-sensuale.

La psicologia sociale afferma che si possono avere all’incirca una dozzina di amici molto intimi, una settantina che puoi definire “persone significative”; poi trecento persone delle quali appena si fanno presenti puoi ricordare sembianze, nome, tono della voce, qualche tratto della loro biografia… Poi mille altri che puoi riconoscere da deboli tracce di conoscenza; per ogni nuova persona che entra in questo circolo, un’altra ne esce.

Il sociologo Dunbar N. dice che puoi fare tribù con chi vuoi, il numero massimo è circa 150. Entro questo ambito puoi dare e ricevere senza bisogno di usare soldi; vale la legge della reciprocità, cioè l’obbligo psicologico di ricambiare il
favore se non con chi ti ha offerto qualcosa, con altri della tribù.

La ricchezza più importante sono le relazioni! Perciò donati tempo per coltivare relazioni vere-buone-belle! Esse sono i veri beni che affezionano alla vita e danno felicità. Ciò che ti fa persona sono le relazioni. Più coltivi le relazioni e più sei persona.

Nella società che tende ad essere anonima, mobile, artificiale, consumista, il gruppo-per-la-vita è arca che protegge, scuola che promuove, laboratorio di aiuto reciproco…

Infine il consueto augurio: Scambia saperi, scambia servizi in famiglia e con la gente accanto!

Gli amici del villaggio

www.scuoladelvillaggio.it

recensione allo specchio

LO SPECCHIO DELL’ANIMA RECENSITO DA LIBRIERECENSIONI.COM!

Gli amici di Librierecensioni.com hanno pubblicato una nuova recensione al libro LO SPECCHIO DELL’ANIMA!

CLICCA QUI per leggerla! ;)

QUESTIONE DI SGUARDI

Il tema della quarta lezione è lo sguardo. Dopo aver affrontato il movimento e l’energia che viene trasmesa dagli attori al publico, con Elena abbiamo affrontato il potere degli occhi.

Un esercizio molto carino, che potete fare anche voi in gruppo è questo: mettetevi in piedi in cerchio, spalla contro spalla. Uno dopo l’altro, passate davanti agli altri soffermandovi qualche istante a guardandoli negli occhi (il più possibile). Non preoccupatevi se scappa una risata, è normale, comunque cercate di mantenere la concentrazione e stare seri.

Quando si recita il contatto visivo è fondamentale, sia che si tratti della relazione tra un attore e l’altro, sia che si tratti di relazione tra attore e oggetto o spazio dove si vuole concentrare l’attenzione del pubblico (può anche essere un oggetto inesistente, perché no?).

Lo sguardo è uno strumento potente e da non sottovalutare. Molti attori (anche di successo) non lo sanno sfruttare a pieno. Se usati con consapevoezza, gli occhi veicolano un terzo dell’energia: gesti e movimento fanno un altro terzo; tono e ritmo della voce fanno l’ultimo terzo. Ma quasi sempre lo sguardo unito al silenzio ferisce più della spada raccontando la verità più delle parole e dei gesti messi insieme.

Provate a guardarvi allo specchio con: sguardo dolce, sguardo innamorato, sguardo stanco e assonnato; sguardo trsite, sguardo che ride; sgaurdo che ammalia, sguardo che strega, sgaurdo che avvinghia, che intenerisce, che ipnotizza, che mortifica, che uccide… Inventate voi altri modi di guardare!

Alla prossima!

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.